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Home The Land's Blog ... Diamoci da Fare... Sapone fatto in casa alla Salvia

Sapone fatto in casa alla Salvia

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SalviaDopo aver provato a fare da noi il classico Sapone di Marsiglia, ci siamo cimentati nuovamente nell'attività di saponai per provare ad aggiungere qualcosina al nostro primo risultato che ci aveva comunque soddisfatti.
La preparazione seguita questa volta è stata innovativa dato che, su suggerimento della nonna, abbiamo cercato del grasso animale come base per questo sapone.
Fortunatamente un nostro amico (in realtà è quasi uno di famiglia) è macellaio e ci ha fatto la cortesia di tenere da parte dei tagli di scarto (che sarebbero stati buttati altrimenti) fatti di solo grasso, come ad esempio la rognonata, il grasso che avvolge il rene dei bovini.


La prima idea era quella di raccogliere oli esausti di frittura (anch'essi ottimi per fare il sapone), ma le attività che ne producono grandi quantità hanno già accordi con ditte che smaltiscono questo rifiuto, riutilizzandolo (il sapone che comprate a basso costo potrebbe essere il prodotto della lavorazione degli oli esausti del McDonald's).
Il grasso animale può essere tranquillamente tenuto in freezer per grandi periodi anche perchè, per la preparazione del sapone, non abbiamo bisogno di tagli da gourmet (ne tantomeno sapori particolari).
Una accortezza che dovrebbe tenere chi volesse, come noi, provare a fare il sapone in casa con grasso animale è quella di non utilizzare mai solo grasso animale a meno che non si tratti di grasso suino (la nonna dice che è il migliore per fare il sapone), ma al contrario usare parte di grassi animali e parte di grassi vegetali (noi abbiamo usato 50% rognonata e 50% olio extravergine di oliva).
Sostanzialmente abbiamo fatto le stesse cose della prima preparazione, mettendo il grasso con l'olio, la soda e l'acqua fresca, nel paiolo di rame a scaldare, portandolo a ebollizione e girando per circa 3 ore (la nonna dice che con il grasso animale la preparazione è più lunga, difficilmente minore di 3 ore).
Sembra un mega cappuccinoLa cosa che mancava al nostro primo sapone era un'aroma particolare (sapeva di semplice sapone di Marsiglia), perciò abbiamo preparato un decotto con circa 50 foglie di salvia, mettendo il tutto sulla stufa a legna (putagè o spolert, che dir si voglia) per circa 2 ore.
Passate 2 ore e mezza dall'inizio dell'ebollizione del sapone abbiamo poi versato il decotto di salvia filtrando le foglie, e continuando a mischiare fino a che il sapone non fosse pronto.
Il risultato finale potete vederlo nelle foto, mentre l'odore potete solo immaginarlo: leggero profumo di salvia (la prossima volta, forse ne metteremo di più) che speriamo possa mantenersi anche quando il sapone si sarà seccato al freddo. Vi terremo aggiornati!

AGGIORNAMENTO: qui le foto del sapone che si sta seccando.

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Novembre 2011 13:08  

Commenti  

 
+1 # nyeleti 2012-07-08 09:07
Permettete una critica? Che gusto c'è a farsi il sapone in proprio e usare GRASSO ANIMALE ? Secondo il mio parere sarebbe meglio usare olio d'oliva, magari come base, ed in aggiunta altri olii pregiati. Vi ricordo che il SAPONE DI MARSIGLIA è regolato da una legge ( Editto Colbert 1787 + o - ) ancora oggi in vigore, e che vieta assolutamente l'uso di grasso animale. Poi, per carità, ognuno è libero di far quel che vuole...
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+1 # Albi 2012-07-08 10:31
La critica non è permessa, è NECESSARIA.
Il gusto ad usare il grasso animale è presto detto: ciò che ispira i nostri esperimenti è la curiosità ecologicamente orientata.
I nostri nonni non per ecologia ma per necessità usavano ciò che avevano a disposizione per autoprodursi il sapone, allo stesso modo noi cerchiamo di farci le ossa ma con raziocinio.
Pertanto bisogna cercare di usare grassi "vicini" a noi, quindi per noi piemontesi sicuramente l'olio della vicina Liguria è il primo riferimento , ma la recente "industrializzaz ione" dell'allevamento soprattutto bovino nella pianura padana ha portato sul mercato locale tanta carne a prezzi contenuti ma anche tanti scarti della carne.
Il gusto per noi è usare grassi che altrimenti andrebbero buttati (vedi rognonata oppure oli esausti da frittura) non utilizzare oli pregiati magari provenienti da paesi lontani. In questo senso stiamo studiando soluzioni future per autoprodurre bacche oleose ( penso al ricino e alla borragine) per provare a "controllare" tutto il procedimento e rendere minuscola la nostra impronta di CO2.
Ti ringrazio per l'interessante citazione dell'editto di Colbert, alla luce di questo documento il sapone con grassi non olio di oliva non sarebbe sapone di Marsiglia!

Ciao,
Albi
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