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Sotto questo sole

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Amore coccinelleLa paglia della pacciamatura sta facendo il suo lavoro trattenendo umidità nel terreno nonostante la pioggia non ci faccia visita da un po' di tempo (i contadini si lamentano sempre del tempo, io non vi ammorberò oltre).
Sono ormai 3 mesi che conduciamo il nostro piccolo orto naturale - sinergico, e per ora, devo confermare quanto ho sentito in un documentario da un coltivatore naturale inglese (uomo di rara bruttezza): la permacultura(o meglio l'agricoltura naturale) è l'agricoltura dell'uomo comune.


Quando una persona considera da esterno la coltivazione pensa alla fatica nel tenere pulito il proprio orto dall'erbacce, al caldo terribile di luglio oppure al primo freddo d'ottobre, alla difesa delle piante dai terribili parassiti, in sintesi ad una cosa scomoda, faticosa, sporca ma soprattutto poco "figa".
L'orto (inteso come fetta minima di coltivazione) è una cosa da vecchi o da professionisti della chimica, dalle camicie a quadri e dalle profonde rughe incise dai raggi del sole.
Se un giovane si avvicina all'agricoltura è perchè la sua famiglia lavora in quel settore, oppure perchè il ragazzo, non avendo mostrato particolare brillantezza nelle scuole medie, è stato istradato alla scuola agraria.
Difficilmente si possono trovare ragazzi che volontariamente cercano di coltivare ortaggi, tornando a prendere la terra nelle mani e a cercar di capire come cresce la zucca piuttosto che il pisello.
Tuttavia durante questo nostro percorso alcune persone si sono messe in contatto con noi, chi per dare semplice sostegno, chi per progetti comuni, chi per saperne di più sull'agricoltura naturale.
Proprio lo scorso week end abbiamo avuto il piacere di ospitare Marco, uno studente di Storia a Torino, pugliese di nascita, emigrante per lo studio, avvicinatosi da poco al mondo dell'agricoltura naturale.
Sembra esserci in giro un discreto numero di persone che ha bisogno di una spinta o di un sostegno per intraprendere questo cammino di osservazione e di verità, un gruppo di persone stanco del modo in cui vivono e/o della realtà che sta intorno a loro.
È una gioia vedere come la nostra minuscola opera possa far capire quanto sia semplice, arricchente, ecologico, buono, portare avanti un orto naturale. Un atto politico di consapevolezza oltre a tutto.
Non è necessaria tanta fatica per avere copiosi frutti (d'altro canto una grossa fatica dovrebbe essere compensata da un risultato enorme per avere efficenza energetica), la natura tende a bilanciarsi, è andata avanti con noi e senza di noi, noi non dobbiamo far altro che osservare, provare e godere.
So much for pathos! Basta con le teorizzazioni, internet è piena di nuovi guru e gesù personali che ci dicono come dobbiamo vivere, passiamo al fotoromanzo del nostro orto:

Il primo periodo è stato dominato dai ravanelli: rossi, belli, compatti e piccantini, ora con il caldo tendono a divenire più coriacei (guregni) e più sensibili all'attacco di vermicelli e/o altre creature ancora non identificate. Stiamo lasciando andare a seme alcuni ravanelli che hanno già aperto un bel fiore che attira molte sirfidi. Più in generale il ravanello sembra necessitare di temperature non troppo elevate e di una discreta cura e costante irrigazione dato che ha faticato molto ad imporsi in un pezzetto autoseminatosi a trifoglio.

fiore ravanello
Ravanello in fiore


I fagioli nani stanno producendo alla grande, forse potremo raccogliere i primi fagioli borlotti lingua di fuoco (se non erro) già dalla prossima settimana. Alcune piantine esterne sono state disintegrate dalle limacce, le ho riseminate ed esse sono cresciute molto velocemente sfruttando i solchi già tracciati dalle precedenti radici (lasciate in terra). Questo fagiolo sembra molto produttivo, non necessita molta acqua, però avendolo seminato troppo fitto è cresciuto a mo' di selva, lasciando all'ombra alcune foglie che si sono ingiallite, seccate e cadute in terra.
Nella parte inferiore delle foglie dei fagioli ci sono un numero discreto di insettini neri, perlopiù afidi neri della fava e afidi con le ali (moschini molto numerosi in questo periodo), le coccinelle e gli scymus li stanno pappando in gran numero.

 

Baccelli fagiolo borlotto


Il pomodoro spontaneo vicino alle carote sembra aver avuto un piccolo attacco di peronospora, ma non ne sono sicuro dato che le macchie marroni sui frutti non si sono estese su tutta la pianta.
Abbiamo raccolto le prime carote, alcune piccoline e storte, altre belle grosse e lunghe, tutte terribilmente dolci. La pacciamatura di felce sicuramente non ha portato danno, più in generale abbiamo dovuto infittire la pacciamatura dato che il terreno tendeva ad asciugarsi più in fretta e perchè la portulaca e un'altra pianta infestante con una grossa radice ( molto probabilmente amaranto) si stavano allargando. Da verificare l'apparente efficacia della carota contro l'afide alato che si attacca ai pomodori.

Zona carote


L'aneto è definitivamente esploso in fiore, regalando sfumature di verde e giallo accesi, pare essere particolarmente gradito da una particolare cimice rossonera (grafosoma italicus) che si sta riproducendo felicemente.

Fiore di aneto
Aneto


La cicoria è montata o spigata regalando tantissimi fiori blu che attirano api e sirfidi. Tra i suoi rami hanno trovato dimora delle tele di ragno che catturano un numero impressionante di afidi alati, fino ad ora si è rivelato il metodo naturale/biologico migliore per limitare questi moscerini.

Cicoria fiori
Fiore azzurro


Ragnatela moscerini


Nel posto dove stavano le fave abbiamo messo dei ravanelli, dei cavoli verza e dei cavolfiori romaneschi, ma anche dei peperoni quadrati di Carmagnola che i nonni di Sele avevano preso in vivaio e che non avevano trovato posto nell'orto pseudo industriale. Sono state all'addiaccio nel polistirolo alveolato per troppo tempo e, nonostante il trapianto, sembrano ancora un po' stitiche.

Pomodoro verde


L'insalata cicoria di trieste e lattuga da taglio è esplosa, favorita dal secco che ha tenuto alla larga le lumache e le limacce.

La calendula è l'assoluta regina dell'orto dall'alto della sua posizione centrale e dei suoi capolini multicolore, da un lato giallo oro e ocra, dall'altro arancione e giallo bianco! Abbiamo preso un po' di petali per conservare il seme (operazione che credo sarà superflua) e per provare l'infuso di petali di calendula ( a Sele è piaciuto io dico Meh...), i pomodori centrali stanno crescendo forti e robusti anche se leggermente colpiti dall'afide alato (non sembra aver fatto alcun danno). Le bacche sono belle piene ma ancora verdi, stiamo ancora aspettando il primo pomodoro rosso del nostro ortus!
Ho sfemminellato e tolto i getti più bassi che si stavano ingiallendo. Una cosa particolare è chiara le coccinelle non amano il pomodoro dato che non le ho mai viste cibarsi su di esso.

Calendule
Calendula arancione


Il nostro basilico sta benissimo a differenza del suo simile da supermercato... Continua a crescere pulito e compatto mentre l'altro si fiacca subito nonostante sia in mezz'ombra. Le 2 specie potrebbero essere differenti dato che le foglie del "nostro" basilico cresciuto da seme sono lanceolate mentre quelle dell'altro sono più lobate.

Bel basilico


Dietro il pomodoro il tagete nano d'india sta aspettando la prima fioritura prevista per inizio luglio, mostrando la sua forza con una crescita insperata.

Tagete bocciolo


A breve l'altro aggiornamento sull'orto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 27 Giugno 2012 17:20  

Commenti  

 
0 # mantide 2012-06-26 10:18
complimenti per l'orto...
quello che noto con piacere (parlo della parte iniziale del tuo blog)è che molti ragazzi me compreso, sono tornati a parlare e a fare l'orto...probabilmente era inevitabile...
Rispondi | Rispondi con citazione | Citazione
 
 
+1 # Albi 2012-06-26 12:15
Grazie per i complimenti.
Quello che dici è vero, ma io noto, con dispiacere, che la stragrandissima maggioranza dei giovani, per rigetto o per ignoranza, non considera le motivazioni che ci hanno portato a questa scelta e non riescono ad immaginare un futuro diverso da una fotocopia sbiadita della vita dei loro genitori...
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